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ABITAZIONE: RUOLO, SFIDE E PROSPETTIVE
Nodi del Piano casa e obiettivi da centrare. Si è discusso di questo al CN di Federabitazione Confcooperative al quale è intervenuto il presidente Marino |
Intenso il dibattito che si è sviluppato al consiglio nazionale di Federabitazione – Confcooperative dove è intervenuto il presidente Marino che ha invitato tutti i dirigenti, in questo momento di grave crisi economica, a impegnarsi per rendere sempre più adeguato il ruolo, la funzione sociale e la mission della cooperazione di abitazione. «Perché possa essere pronta ad affrontare le nuove sfide in modo da rispondere al fabbisogno abitativo di varie categorie di cittadini, anche in riferimento all'attuazione del “Piano Casa” predisposto dal Governo».
«Il futuro della cooperazione d'abitazione si legittima: costruendo case di qualità, con risparmio energetico e a prezzi più bassi di quelli del mercato. Sulla frontiera della funzione sociale della casa – ha detto il presidente Marino – le cooperative sono rimaste sole nell'offerta di case di proprietà e in locazione; sole a fronteggiare il ritorno alla cooperativa di ceti medi; sole negli interventi sperimentali di risposta alla domanda “povera”: lavoratori immigrati, pensionati e giovani coppie».
Il Consiglio Nazionale ha quindi approvato all'unanimità la relazione del presidente Cremonini, nella quale vengono, tra l'altro, definite le linee di sviluppo del settore ed il programma della Federazione in vista dell'Assemblea Nazionale che si terrà a metà dell'anno 2010.
Cremonini nella sua relazione ha evidenziato che «Affrontare la questione abitativa significa, in primo luogo, rispondere alle aspettative di chi soffre direttamente della mancanza di un'abitazione dignitosa.
La questione abitativa, incidendo sulla coesione sociale e sulla competitività, ha un impatto complessivo sullo sviluppo delle città e sulla crescita del Paese. Incide, infatti, negativamente su: formazione delle nuove famiglie; sul mercato del lavoro e in particolare sulla mobilità abitativa per motivi di lavoro; l'indisponibilità di alloggi a prezzi ragionevoli per gli studenti universitari, nonché la difficoltà, per Università e Istituti di ricerca, di attrarre “intelligenze” dall'Italia e dall'estero presso le proprie sedi; l'abbandono da parte dei residenti dei quartieri centrali delle città e l'aumento del pendolarismo, con la conseguente crescita di quartieri dormitorio nelle cinture delle aree urbane; il dilagare del mercato nero degli affitti, con situazioni di illegalità diffusa; l'estendersi di baraccopoli e di alloggi di fortuna».
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