COOPERATIVE SOCIALI E PACCHETTO ANTICRISI

21 gennaio: Federsolidarietà Confcooperative «Bene modifiche su art 30. Più controlli alle attività commerciali del III settore. Sui ritardati pagamenti occorre procedere velocemente»

«Il pacchetto anticrisi varato dal governo nasce dalla consapevolezza del nostro debito che è il terzo al mondo. Non vale additare i modelli di intervento della Germania o di altri paesi che hanno un debito, in rapporto al PIL, pari solo a 1/3 di quello dell'Italia. Di questo ne siamo responsabilmente consapevoli». Lo dice Vilma Mazzocco presidente di Federsolidarieta di Confcooperative.

«Apprezziamo le modifiche apportate dalla Camera dei Deputati all'art. 30, del decreto sui circoli privati, che hanno introdotto – aggiunge Mazzocco – l'esclusione per le organizzazioni di volontariato dell'obbligo di trasmissione telematica dei dati rilevanti a fini fiscali».

«Al tempo stesso riteniamo condivisibile che i controlli fiscali vengano estesi alle organizzazioni del terzo settore che esercitano attività commerciale. L'obiettivo – continua Mazzocco – di perfezionare gli strumenti di verifica e controllo è un processo che contribuirà nei fatti allo sviluppo del terzo settore».

«Per la cooperazione sociale le prime attenzioni sul tema spinoso dei ritardi dei pagamenti sono significative, ma rimangono insufficienti. Le risposte concrete a questo pesante fardello per le imprese – conclude Mazzocco – devono essere perseguite con determinazione e velocità».

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