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CRISI ECONOMICA
13 gennaio: Per il G-10 la ripresa avverrà non prima del 2010 |
Per la ripresa dell'economia mondiale scordatevi il 2009 e puntate dritti al 2010, quando dovrebbe vedersi un deciso recupero.
La crisi - è la diagnosi dei banchieri centrali del G-10 - è tutt'altro che sconfitta, e al contrario si sta allargando anche ai paesi emergenti, che finora avevano resistito. E' il governatore della Bce , Jean-Claude Trichet, nelle vesti di presidente del Global Economy Meeting, il consueto incontro alla Banca dei regolamenti internazionali di Basilea, a tracciare le previsioni per l'economia mondiale. E dal direttore generale del Fondo monetario internazionale, Dominique Strauss-Kahn, arriva l'invito ai governi europei a fare di più e non sottovalutare la crisi, il cui conto da pagare, per le banche, potrebbe diventare ancora più salato del previsto.
La crescita - ha detto Trichet parlando alla Banca dei Regolamenti Internazionali - "rallenterà in modo significativo nel 2009", soprattutto a causa della recessione che ha colpito le economie industrializzate.
"Il 2010 sarà l'anno della ripresa", ha aggiunto Trichet, spiegando che una spinta al rilancio dell'economia potrebbe arrivare dai mercati finanziari, che non hanno ancora tributato il giusto peso alle misure varate da Governi e banche centrali.
"La ricapitalizzazione delle istituzioni finanziarie e le garanzie concesse loro dalle Autorità pubbliche sono state molto importanti", ma, sebbene siano state "utili per evitare il peggio", ha spiegato il governatore della Bce , "il loro effetto non è stato ancora del tutto prezzato dai mercati.
Siamo ancora lontani". Sugli interventi pubblici a sostegno della crescita e sulla minaccia rappresentata dalla frenata dei paesi emergenti si è soffermato anche Strauss-Kahn. In un'intervista alla Bloomberg, il numero uno del Fmi ha detto che l'organizzazione di Washington potrebbe aver bisogno di altri 150 miliardi di dollari di fondi, per aiutare i mercati emergenti e i paesi più poveri a fronteggiare la crisi. E che altri soldi saranno necessari anche per le banche, dato che il Fmi prepara una "significativa" revisione al rialzo del 'rosso' causato dalla crisi ai bilanci degli istituti di credito, finora valutato in 1.400 miliardi di dollari. Dall'Ocse, però, arriva un invito opposto: i governi devono trovare una 'exit strategy' per uscire dalla logica dei prestiti alle banche, che rischiano di incoraggiare altri dissesti finanziari. Secondo Strauss-Kahn, poi, l'Europa "sta sottovalutando la necessità" di misure di sostegno all'economia e i governi sono "indietro", anche perché il pieno impatto della crisi deve ancora arrivare.
Il 2009, insomma, si prevede nero anche per il Fmi, che dovrà tagliare - ha detto Strauss-Kahn - la sua previsione di una crescita globale del 2,2%.
"Fino a pochi mesi fa - ha detto del resto Trichet - i paesi emergenti mostravano una resistenza superiore ai paesi industrializzati".
Ora "stanno rallentando", al punto che un'economia promettente come la Polonia potrebbe rinviare a dopo il 2011 il suo ingresso in Eurolandia. E anche dall'Ocse arrivano dati negativi: il super-indice sull'attività economica nei suoi 30 membri, a novembre, è sceso di 1,3 punti a 93,8. Per l'Italia l'indice ha segnato -0,2 a 95,8 punti.
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