Mercato, valorizzare le cooperative per un’economia più equilibrata

Nell’Enciclica Papa Benedetto XVI chiede pari opportunità per le imprese mutualistiche e sociali

«Serve un mercato nel quale possano liberamente operare, in condizioni di pari opportunità, imprese che perseguono fini istituzionali diversi. Accanto all'impresa privata orientata al profitto, e ai vari tipi di impresa pubblica, devono potersi radicare ed esprimersi quelle organizzazioni produttive che perseguono fini mutualistici e sociali».

E' uno dei passaggi in cui nell'enciclica Caritas in Veritate, papa Benedetto XVI, fa esplicitamente riferimento alla cooperazione, rimarcando la necessità di una reale e compiuta democrazia economica.

«Una sintesi perfetta in cui ci riconosciamo - ha sottolineato il presidente Marino nel corso del suo intervento al convegno organizzato nei giorni scorsi a Roma dal Forum delle persone delle associazioni di ispirazione cattolica del mondo del lavoro.

Come ha avuto modo di ricordare lo stesso Marino, negli ultimi anni in Italia sul fronte della democrazia economica sono stati fatti passi avanti. In Europa e nel resto del mondo invece si va sempre più verso un mercato a taglia unica in cui vi è spazio solo per l'impresa capitalistica di impronta lucrativa. Un errore che produce forti squilibri sociali favorendo la concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi.

«La sfida che l'Enciclica pone a chi, come noi, è impegnato nell'esercizio di un' attività economica - sottolinea Marino - è quella di far diventare pratica quotidiana i principi in essa contenuti, di umanizzare l'economia. La Chiesa ricorda che lo sviluppo deve essere una vocazione. Essere cristiani implica necessariamente lavorare per lo sviluppo. E lavorare per lo sviluppo sviluppo vuol dire non tardare nell'innovazione, avendo sempre a mente il rispetto del delicato equilibrio ambientale; vuol dire internazionalizzare senza delocalizzare solo per godere di condizioni di favore, ma accentare il leale confronto con la concorrenza e cercare di integrarsi nel contesto in cui si va a operare.

L'Enciclica ci ricorda che affinché ci sia sviluppo deve esserci fraternità, e affinché ci sia fraternità è necessario che la persona sia posta al centro dell'economia, una condizione che solo la contestuale presenza di forme diverse di impresa può garantire» «Impresa e famiglia - aggiunge Marino - devono essere posti al centro del modello economico. Se il presidente Obama continua nei suoi moniti, come anche a Pittsburgh, vuol dire che la repubblica internazionale della speculazione e dei profitti fini a sé stessi vuol tornare a suonare il proprio spartito che porta a privatizzare gli utili e a far ricadere le perdite su tutti, nel mondo globale anche a mercati lontani».

«La globalizzazione - ha concluso Marino - ci rende più vicini ma non più fratelli. A noi cattolici la missione di colmare questa
distanza».

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