Soci immigrati
«I soci “extracomunitari” rappresentano oltre il 3% dei 3 milioni di soci delle 20.500 cooperative aderenti a Confcooperative . Lo rende noto l'organizzazione presieduta da Luigi Marino in occasione del convegno “ La Caritas in Veritate e l'accoglienza dei lavoratori immigrati” , organizzato dal Forum delle Persone e delle Associazioni Cattoliche (Cisl, Confcooperative, Confartigianato, Cdo, Mcl e Acli) e svoltosi oggi a Roma. Al Nord superano il 4%. I soci “extracomunitari” raggiungono l'11,6% nelle cooperative di lavoro e servizi. Sono più del 6,6% nelle cooperative sociali. Anche nelle cooperative di abitazione più del 2% dei soci provengono da paesi extra U.E.»
Occupati extra UE
«Il 12,3% delle 510 mila persone occupate nelle cooperative aderenti a Confcooperative è proveniente da Paesi extra U.E. con punte del 20% nella cooperazione di produzione e lavoro . La percentuale cresce tra i soci lavoratori. Sono immigrati “extracomunitari” il 25% dei soci lavoratori. Sono oltre il 35% degli occupati, i lavoratori immigrati extra U.E. che operano nel settore della logistica, della movimentazione merci e nei servizi di imballaggio e confezionamento».
«Nelle cooperative agricole e agroalimentari gli occupati provenienti da Paesi extra U.E. sono il 13,6% rispetto al totale della forza lavoro. Nelle cooperative sociali la manodopera “extracomunitaria” rappresenta il 9% del totale della forza lavoro. Sono il 9,2% nelle cooperative di tipo A e l'8,1% in quelle di tipo B. La percentuale di lavoratori extra U.E. sale ad oltre il 20% nelle strutture e nei servizi di assistenza infermieristica per anziani. Si tratta, in larga misura, di soci lavoratori donne (quasi il 60% degli occupati extra U.E. del settore)».
dati forniti dal Centro Studi Elabora