
29 aprile: Il Consiglio dei ministri agricoli dell'UE riconosce il ruolo della cooperazione agroalimentare nella filiera comunitaria
È importante il ruolo che il Consiglio dei ministri agricoli della UE riconosce alla cooperazione quale strumento fondamentale per ristrutturare il settore agricolo e sviluppare un'importante fase di innovazione nei processi di produzione.
Il riconoscimento arriva alla fina di una lunga rilevazione congiunturale che la Commissione Europea ha fatto partire nel novembre del 2007. La Commissione ha seguito l'andamento dei due indici di prezzi, sia al consumo sia delle materie prime, per identificare e combattere le disfunzioni della filiera alimentare.
L'obiettivo non riguarda solo gli attori della catena stessa, vale a dire l'agricoltura, l'industria e la distribuzione, ma coinvolge tutti i cittadini europei, dal momento che il cibo rappresenta il 16% dei costi sostenuti dalle famiglie.
La Commissione evidenzia il ruolo delle aggregazioni e, a tal fine, l'individuazione di norme che scoraggino le piccole dimensioni se non associate a strutture di mercato più grandi.
Questo ruolo aggregativo è proprio della filiera cooperativa che è tanto più adatta a essere competitiva sul mercato, quanto più riesce a mettere insieme le imprese, perché le imprese più crescono dimensionalmente, più abbattono le diseconomie di scala.
Il discorso sull'integrazione e sulla competitività della filiera alimentare vale su scala nazionale e, a maggior ragione, su quella europea. Il fine ultimo è quello di arrivare a un mercato comunitario perfettamente concorrenziale al proprio interno e capace di rispondere in maniera omogenea agli shock a cui le materie prime agricole sono sottoposte sul mercato internazionale, tutelando, in questo modo, sia i produttori sia i consumatori.
La Tabella allegata mostra la dispersione di prezzo per alcuni dei principali alimenti ed evidenzia come per alcuni, come il burro e lo zucchero, le variazioni riscontrate nei 27 Stati dell'Ue sia minima, mentre per altri, come l'acqua minerale, il pane, le uova, vi siano divergenze anche notevoli.
Alcune differenze sono dovute a fattori squisitamente nazionali, come: l'IVA, il reddito delle famiglie ecc. ma, accanto a questi, vi sono altri fattori, legati alle dinamiche di mercato, alla difficoltà di creare strutture che aggreghino i produttori, ai differenti quadri normativi che, se adeguatamente esaminati, possono costituire un sistema di tutela per l'intero comparto.
Tabella: Dispersione dei Livelli di Prezzo per un Paniere di Prodotti negli Stati UE
PRODOTTO |
COEFFICIENTE DI VARIAZIONE DEI PREZZI |
|
|
Acqua Minerale |
70% |
Pane Bianco |
58% |
Uova di Gallina |
49% |
Gelato |
48% |
Carne di Manzo Macinata |
44% |
Yogurt Bianco |
41% |
Patate |
40% |
Olio d'Oliva |
36% |
Pollo Intero |
27% |
Farina Bianca |
27% |
Carote |
24% |
Spaghetti |
22% |
Mele |
22% |
Latte Intero Fresco |
21% |
Burro |
19% |
Zucchero Bianco |
14% |
Media dei Prodotti Alimentari Esaminati |
34% |
Fonte: Commissione Europea in base alla Raccolta di Prezzi effettuata da Eurostat per il Quadro di Valutazione dei Mercati dei Consumo e lo Strumento Europeo di Sorveglianza dei Prezzi dei Prodotti Alimentari.
NB: Un Coefficiente di Variazione elevato indica l'esistenza di grandi differenze di prezzo per lo stesso prodotto nei vari Stati Membri
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