INCENTIVI PER LA RIPRESA

Il presidente Marino dalle pagine de Il Messaggero affronta il tema della crisi e individua alcune possibili risposte per agevolare la ripresa

Il presidente Marino intervistato da Il Messaggero affronta il tema della crisi, di come le cooperative la stanno affrontando e indica una strada da percorrere per la ripresa. Di seguito alcuni estratti dell'intervista, per leggerla tutta clicca qui .

«Come stanno rispondendo le cooperative alla Grande Recessione? Questa volta in modo diverso dalle crisi precedenti. In altre occasioni hanno svolto una funzione anticiclica perché entravano in affanno in ritardo rispetto alle altre imprese ma poi si riprendevano assieme all'intera economia. Questa volta il discorso è diverso nel bene e nel male»...

Presidente, fra gli addetti ai lavori si sente dire che le cooperative stanno andando meglio delle altre imprese se non altro sul fronte dei posti di lavoro…«Posso dare un dato: le imprese aderenti a Confcooperative hanno grosso modo 550 mila dipendenti. Finora solo l'1% di essi ha usufruito della cassaintegrazione in deroga mentre in alcune realtà, penso ad una grande azienda come la ”Ceramica di Imola” invece di ricorrere alla cig si è preferita una soluzione solidaristica come la riduzione dell'orario condivisa da tutti i dipendenti...»

…cosa propongono le cooperative?...«Innanzitutto noi stessi dobbiamo metterci in testa che non si esce dalla crisi così come ci si è entrati. Nonostante le difficoltà dobbiamo cercare nuovi mercati e innovare i prodotti ma soprattutto soci e manager delle cooperative devono capire che il tempo del piccolo è bello è definitivamente tramontato....ogni cooperativa deve essere più capitalizzata e patrimonializzata»….

«Dobbiamo ricominciare a produrre ricchezza. Ma non abbiamo le risorse per dare aiuti a pioggia a tutte le imprese. E allora noi diciamo di scegliere: diamo incentivi solo alle imprese che assumono con posti fissi, oppure a quelle che raggiungono determinati obiettivi di innovazione e ricerca. Insomma indichiamo una strada e premiamo le imprese che si rimettono in moto».

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