
Siamo consapevoli che una forte defiscalizzazione darebbe respiro alle imprese, ma dobbiamo essere altrettanto consapevoli che lo stato di salute dei conti pubblici permetterebbe margini di manovra assai esigui. Pressare il governo a procedere in questa direzione è un atto di irresponsabilità. Dare pochissimo a tutti, infatti, disperderebbe enormi risorse per lo Stato senza generare effetti propulsivi per il sistema impresa».
Così Luigi Marino, presidente di Confcooperative, commenta il dibattito in corso sulla decisione emersa dal Consiglio dei ministri di oggi a non tagliare le tasse per momento.
«È vero che la crisi fa sentire ancora i suoi morsi e che i segnali di ripresa sono timidi – continua Marino – ma non possiamo dimenticare la delicata condizione di equilibrio della finanza pubblica che rappresenta, da tempo, al contrario di altri paesi europei, una zavorra per l'Italia e per ogni suo cittadino. Per il Paese resta il problema dei problemi. Accrescere il gap tra Pil e debito avrebbe come unico risultato quello di mettere fuori gioco il Paese».
«Ciò non vuol dire – conclude Marino – che non ci siano cose da fare. Occorre concentrarsi su pochi obiettivi per rendere più incisivi gli effetti: 1) ottimizzare la spesa pubblica, dove si intravedono ancora ampi spazi di manovra; 2) semplificare e ammodernare la PA per alleggerire le imprese; 3) concentrarsi sulle fonti energetiche per affrancare in modo deciso la produzione industriale e le famiglie dalla dipendenza dalle fonti energetiche estere».