PAGAMENTI IN RITARDO DALLA P.A.

20 ottobre: Approvata la direttiva UE contro i ritardi di pagamento. Federlavoro e Servizi e Federsolidarietà: «L'Italia recepisca tempestivamente la direttiva UE»

«Siamo soddisfatti per l'approvazione in prima lettura da parte del Parlamento Europeo della modifica, in senso più rigoroso, della Direttiva vigente contro i ritardi di pagamento. Ora il governo nazionale provveda ad un recepimento rapido del provvedimento in Italia, senza utilizzare il tempo massimo di due anni previsto».

Così il Tavolo Taiis – Sindacato, che ne ha seguito l'iter fin dall'inizio, interloquendo sia con la Commissione UE che con i parlamentari europei, commenta la approvazione, avvenuta oggi a Strasburgo, in prima lettura ed in via definitiva, della modifica della Direttiva vigente contro i ritardi di pagamento, che fissa il limite massimo per saldare i debiti da parte della Pubblica Amministrazione a 30 giorni (che possono divenire a 60 per la sanità), con una penale dell'8% di interessi, riconosciuti alle imprese oltre tali termini.

«Indebitarsi al 4% massimo per pagare le imprese, piuttosto che pagare l'8%, sarà conveniente per le Pubbliche Amministrazioni – sottolineano dal Tavolo Taiis - Sindacato - ed è necessario per ridurre l'impatto sugli equilibri pubblici; inoltre, è evidente l'effetto positivo che si avrebbe nell'economia da una tale iniezione di liquidità, che farebbe recuperare a un numero enorme di imprese la possibilità di fare investimenti e pagare puntualmente i propri lavoratori e fornitori».

Nel recepire in tempi brevi la Direttiva, inoltre, il Tavolo Taiis – Sindacato ribadisce anche che l'esecutivo deve attivarsi con urgenza per risolvere la questione legata ai 60-70 miliardi di debiti pregressi scaduti. «La soluzione esiste – sostiene il Tavolo – ed è compatibile con l'equilibrio dei conti pubblici, come dimostra, tra l'altro, lo studio commissionato ad Astrid, presentato lo scorso 15 settembre».

La nuova normativa, la cui approvazione, in tempi nel complesso molto rapidi (la Commissione UE aveva presentato la proposta “solo” nell'aprile 2009) è stata possibile anche per la convergenza del Consiglio (i Ministri dei 27 Paesi UE), molti dei quali, Italia inclusa, hanno in realtà dovuto cedere di fronte alla determinazione del Parlamento Europeo.

«Meno male che c'è l'Europa! - sottolineano gli esponenti del Tavolo - Finora il governo – o meglio tutti i governi che si sono succeduti negli ultimi 20 anni - si sono comportati come se il problema non esistesse, o quasi».

« In particolare - spiega ancora il Tavolo - le misure adottate nel corso di questi ultimi due anni, limitate alla responsabilizzazione personale dei funzionari pubblici o volte solo ad aggravare l'indebitamento delle imprese presso le Banche per scontare i loro crediti, hanno prodotto effetti penalizzanti, tanto più in un contesto generale di difficoltà economiche e finanziarie che ha determinato ulteriori ritardi e incertezze nei pagamenti, con gravi danni per il nostro sistema di imprese».

« Occorre - concludono Taiis e Sindacato - snellire piuttosto le procedure nella sanità, consentire le spese agli Enti locali che ne hanno disponibilità allentando i vincoli inopportuni di finanza pubblica ed immettere la liquidità mancante alle Pubbliche Amministrazioni, anche contraendo debiti che a consentano una messa a regime virtuosa del sistema, con notevoli benefici in termini di affidabilità e stabilità finanziaria del Paese».

Nel Taiis si coordinano le Associazioni: Agci-Psl, Agci-Solidarietà, Agesi-Confindustria, Angem-Fipe, Anseb-Fipe, Assiv-Confindustria, Confesercenti-Area Servizi, Federlavoro e Servizi-Confcooperative, Federsicurezza-Confcommercio, Federsolidarietà-Confcooperative, Fise-Confindustria, Legacoop Servizi, Legacoop Sociali, Unionservizi-Confapi.

I sindacati di categoria che si confrontano con il Taiis sono: Femca-Cisl, Filcams-Cgil, Filtea-Cgil, Fit-Cisl, Fp-Cgil, Fps-Cisl, Uil-Fpl, Uiltrasporti, Uiltucs-Uil, Uilta-Uil.

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