Regione Lombardia: 5% dei servizi affidato a cooperative sociali

Ampliare lo spazio e il ruolo delle cooperative sociali, in particolare aumentando la richiesta di forniture e, di conseguenza, dando a loro maggior lavoro.

E' questa la finalità del Protocollo d'Intesa "per la promozione e lo sviluppo della cooperazione sociale" che il presidente di Regione Lombardia Roberto Formigoni ha

sottoscritto il 10/02/2010 con i presidenti di Confcooperative Lombardia Maurizio Ottolini, di Legacoop Luca Bernareggi e AGCI-Associazione Generale Cooperative italiane Giuseppe Di Giugno.

"In base a questo Accordo - ha spiegato Formigoni - la Regione si impegna a determinare annualmente l'elenco dei beni e dei servizi, da destinarsi alle convenzioni con queste cooperative sociali, sino a raggiungere tendenzialmente una percentuale del 5% dell'importo complessivo che la Regione destina a terzi per la forniture di beni e/o servizi. La Regione proporrà, inoltre, che anche gli altri enti del sistema regionale (Ersaf, Finlombarda, Enti di gestione dei Parchi, Aler, ecc.) adottino le medesime modalità".

Il presidente di Confcooperative Lombardia Maurizio Ottolini intervenendo a nome dei presidenti delle centrali ha espresso soddisfazione per l'accordo sottoscritto che è un importante tappa sul percorso di confronto con Regione Lombardia.

“Il confronto con Regione Lombardia è costante e continuo. Oggi è una giornata felice perché raggiungiamo un risultato di rilievo per le cooperative sociali di tipo B che sono una significativa realtà con una valenza sociale importantissima”.

In particolare con il protocollo Regione Lombardia si impegna:

§ a determinare annualmente, attraverso la Struttura della Giunta regionale competente, l'elenco dei beni e servizi da destinarsi alle Convenzioni con le cooperative sociali, che svolgono le attività di cui all'art. 1, comma 1 - lettera b) della legge n. 381/1991, iscritte nell'Albo Regionale, sino a raggiungere tendenzialmente una percentuale congrua indicativamente del 5% dell'importo complessivo degli affidamenti a terzi delle forniture di beni e/o servizi effettuate dalla Regione;

§ a proporre l'adozione delle medesime modalità agli enti del sistema regionale elencati all'allegato A delle legge regionale 27 dicembre 2006, n. 30;

§ a promuovere adeguate iniziative per la definizione di nuove categorie di persone svantaggiate inseribili nelle cooperative di tipo B, e per la conseguente revisione della legge statale di riferimento o l'adozione di un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri.

Il protocollo d'intesa rappresenta quindi un passo importante per la tutela e lo sviluppo delle attività svolte dalle cooperative sociali per l'inserimento lavorativo delle persone svantaggiate, anche per le categorie non ancora riconosciute dalla legge 381/91.

In Lombardia ci sono 1.531 cooperative sociali iscritte all'Albo regionale, di cui 493 iscritte nella sezione B, che si occupano dell'inserimento lavorativo delle persone svantaggiate. Queste hanno 17.500 soci, di cui 2.700 volontari. Nelle cooperative sociali di tipo B lavorano 12.900 persone: 5.000 sono quelle "svantaggiate", di cui la maggior parte disabili (3.081).,

Seguono poi i malati psichici (793), i tossicodipendenti (725), gli ex detenuti 385. In queste cooperative sociali circa il 50% del valore della produzione dipende da contratti e convenzioni con gli enti pubblici (Comuni, province e Asl).

Delle cooperative sociali lombarde ben 1.097 sono aderenti Confcooperative.

protocollo d'intesa cooperative sociali

12 febbraio 2010

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