PULIZIA NELLE SCUOLE

A rischio di immediato licenziamento 2.500 lavoratori, il commento di Federlavoro e Servizi - Confcooperative

Nel corso 2010 saranno circa 2500 i posti a rischio nel settore delle pulizie delle scuole, con conseguenze pericolose sui livelli igienici e sulla sicurezza negli istituti. A denunciarlo, nel corso di conferenza stampa congiunta che si è tenuta oggi a Roma, le associazioni datoriali (Federlavoro e Servizi-Confcooperative, Ancst- Legacoop, e Fise aNip/Confin) e i sindacati (Filcam-CGIL, Fisacat-Cisl e Uiltrasporti-Uil.

I tagli sull'occupazione sono la conseguenza della Direttiva emanata lo scorso dicembre dal Ministero dell'istruzione, dell'Università e della Ricerca (Direttiva MIUR 9537) con la quale si riducono del 25% le risorse stanziate per gli appalti di settore, i così detti appalti storici, passati nel 2002 dagli enti locali al Miur. Su circa 12.500 lavoratori, 2500 rischiano il posto e la situazione si fa più preoccupante se si pensa che il comparto è sprovvisto di ammortizzatori sociali, fatta eccezione per le misure provvisorie del Governo (la cosiddetta cassa in deroga).

Le procedure di licenziamento avranno quindi inevitabilmente gravi conseguenze sociali, riguardando per lo più personale con rapporti di lavoro spesso a part time, prevalentemente donne e con nessuna specializzazione lavorativa, la cui ricollocazione sul mercato nell'attuale fase congiunturale sarà difficile, se non impossibile. Senza contare che in molti casi la riduzione delle prestazioni avrà forti conseguenze negative sui livelli igienici, sulle manutenzioni ordinarie e sulla sicurezza nelle scuole, visto che i tagli dei corrispettivi prescindono da qualsiasi valutazione dei servizi minimi essenziali che devono essere garantiti.

“La riduzione del 25% degli ‘appalti storici' deciso dal Ministero – ha spiegato Massimo Stronati, Presidente di Federlavoro e Servizi –Confcooperative, intervenendo nel corso della conferenza stampa – non solo avrà conseguenze rilevanti sull'occupazione e sulle aziende, ma metterà anche in difficoltà i dirigenti scolastici.

Il lavoro che non svolgeranno i dipendenti delle ditte appaltatrici, infatti, non potrà essere eseguito dal personale Ata, con ripercussioni anche gravi sull'igiene negli istituti.

Tra l'altro si dovrà capire, e non e' semplice, come attuare i tagli rispetto all'operatività. Siamo fornitori collaudati del sistema scuola – ha concluso Stronati - e non ci aspettavamo una riduzione annunciata per “circolare” che, per di più,  interviene su contratti avviati da 2 anni.

Non possiamo che auspicare il ritiro di questa Direttiva e l'apertura di un confronto con la Conferenza Stato-Regioni”.

I lavori della conferenza stampa

2.500 posti di lavoro a rischio nel settore delle pulizie nel corso del 2010 con pericolose ricadute sui livelli igienici, sulla manutenzione ordinaria e sulla sicurezza delle scuole. Sono queste le conseguenze negative della Direttiva (Direttiva MIUR 9537) emanata nel dicembre scorso dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca denunciate stamane nel corso di una conferenza stampa congiunta, dalle Associazioni datoriali Ancst-Legacoop, Federlavoro-Confcooperative e FiseAnip/Confindustria, congiuntamente alle Organizzazioni Sindacali dei lavoratori del comparto Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltrasporti-Uil.

La Direttiva ministeriale prevede una diminuzione del 25% del finanziamento per gli appalti di pulizie e altre attività ausiliarie (i cosiddetti appalti storici), non fondata su reali esigenze di servizio, ma esclusivamente su ragioni di taglio indiscriminato della spesa pubblica e con effetti immediati.


Di conseguenza, le aziende coinvolte, imprese industriali e cooperative, si vedranno costrette nei prossimi giorni ad attivare procedure di riduzione del personale, innescando un conflitto sociale che potrà avere conseguenze preoccupanti, soprattutto a Sud.

Sono infatti circa 2.500 gli addetti che perderanno il proprio posto di lavoro a causa di questa riduzione. Va ricordato che questo settore è sprovvisto di ammortizzatori sociali (a differenza degli operai dell'industria), fatte salve le misure eccezionali e provvisorie varate dal Governo (la cosiddetta “Cassa in deroga”), comunque limitate nel tempo e presumibilmente insufficienti a far fronte all'emergenza che si sta determinando.

Le procedure di licenziamento avranno quindi inevitabilmente gravi conseguenze sociali, riguardando per lo più personale con rapporti di lavoro spesso a part time, prevalentemente donne e con nessuna specializzazione lavorativa, la cui ricollocazione sul mercato nell'attuale fase congiunturale sarà difficile, se non impossibile.

Senza contare che in molti casi, la riduzione delle prestazioni avrà forti conseguenze negative sui livelli igienici e quindi sulla tutela della salute degli alunni e degli insegnanti, sulle manutenzioni ordinarie e sulla sicurezza nelle scuole, visto che i tagli dei corrispettivi prescindono da qualsiasi valutazione dei servizi minimi essenziali che devono essere garantiti.

Associazioni datoriali e Organizzazioni sindacali chiedono l'apertura di un tavolo di confronto con la Conferenza Stato-Regioni data la competenza in materia, oltre che rivendicare dal Ministero dell'Istruzione la revoca della Direttiva MIUR 9537 del 14 dicembre 2009 e la sospensione immediata della stessa, in attesa di una pronta soluzione della vertenza.

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