APPALTI E CONTRATTI

8 luglio: Parere positivo dell'Avcp sulla richiesta di parere avanzata da Confcooperative. «Le cooperative sono imprese mutualistiche, a loro si applicano i contratti collettivi del comparto»

«In un appalto la stazione appaltante non può imporre alle cooperative l'applicazione di contratti collettivi nazionali di lavoro di altre categorie».

Così afferma l'AVCP (Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici), in un parere sulla Normativa AG 15-2011, in seguito all'istanza avanzata da Confcooperative.

L'Autorità ha sottolineato che «le società cooperative rientrano tra gli operatori economici partecipanti alle gare di appalto, e che ad esse si applicano i contratti collettivi del comparto delle imprese aventi scopo mutualistico. Ha, quindi, ritenuto che risulterebbero sproporzionate e discriminatorie clausole che impongano a tali società l'adesione a contratti collettivi di altre categorie».

Nel parere, l'Avcp si è espressa chiaramente sulla legittimità di clausole che impongono agli operatori economici, ai fini dell'ammissione alla gara, l'applicazione di specifici contratti collettivi nazionali di lavoro, indipendentemente dalla natura e dal settore contrattuale di appartenenza, così come richiesto da Confcooperative che mirava a far chiarire se l'applicazione a una cooperativa, di un diverso contratto collettivo, potesse risultare legittima.

Il caso posto all'attenzione dell'Autorità da Confcooperative era peculiare perché riguardava contratti collettivi che si distinguono, non perché attinenti ad attività diverse da quelle oggetto della gara, ma perché rientranti in un comparto diverso di contrattazione collettiva che si qualifica per la particolare natura giuridica, quale impresa che ha uno scopo mutualistico.

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