LE GIORNATE DI BERTINORO

14 - 15 ottobre: «Nuove povertà, non autosufficienza e sanità» se ne è discusso alle Giornate di Bertinoro. E' intervenuto il segretario generale Mannino

Come cambierà il ruolo del Terzo Settore e quali ulteriori spazi d'azione si prospetteranno in futuro? Sarà l'inizio di una nuova stagione del welfare italiano? A queste domande hanno risposto i relatori dell'XI edizione delle Giornate di Bertinoro per l'Economia Civile, l'appuntamento annuale di confronto tra Terzo Settore e società civile, che si è svolta il 14 e 15 ottobre. Ai lavori è intervenuto, tra gli altri, il segretario generale Vincenzo Mannino (puoi scaricare e ottenere maggiori informazioni sul programma andando sul sito ufficiale www.legiornatedibertinoro.it ).

Federalismo fiscale e disuguaglianze territoriali: il ruolo dell'Economia Civile questo è stato il tema attorno a cui si confronteranno i maggiori esperti e studiosi del settore insieme ai principali esponenti delle organizzazioni non profit italiane e ai rappresentanti delle istituzioni nel corso delle Giornate di Bertinoro per l'Economia Civile, la “Cernobbio del non profit” promossa da Aiccon. Ogni anno a Bertinoro si affrontano gli scenari futuri del Terzo Settore in vista della ripresa dell'agenda politica, così come le tendenze e le connessioni più rilevanti dal punto di vista del mondo economico e impre nditoriale.

Dal sondaggio svolto da Aiccon tra i partecipanti alle Giornate di quest'anno, quasi il 76% ritiene che il futuro sistema di welfare vedrà un maggiore coinvolgimento del settore non profit, in particolare gli ambiti individuati come più coinvolti da questa trasformazione saranno tre: nuove povertà, non autosufficienza e sanità.

In merito al federalismo fiscale c'è molto scetticissimo, si ritiene infatti che l'avvento del federalismo non porterà benefici al livello di equità sociale (secondo l'85%), anche se questa trasformazione porterà ad un aumento della presenza dei soggetti del Terzo Settore nell'erogazione dei servizi di welfare (64%).

Infine l'82% dei partecipanti vede con favore l'apertura alle organizzazioni non profit (imprese sociali, cooperative sociali, ecc) della gestione dei beni della comunità, come acqua, energia elettrica e servizi pubblici (solo il 15% è contrario).

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