MANIFESTO CATTOLICI

19 luglio: È stato presentato a Roma il “Manifesto per la buona politica e il bene comune” del Forum delle Persone e delle Associazioni Cattoliche: Confcooperative tra i promotori

Ripartire dai valori, diffondere produttività, competitività ed efficienza, creare un welfare moderno che dia spazio alla sussidiarietà e promuovere il rinnovamento delle classi dirigenti.

Sono questi alcuni dei punti cardine del “Manifesto per la buona politica e il bene comune” promosso dal Forum delle Persone e delle Associazioni di Ispirazione Cattolica nel Mondo del Lavoro, l'associazione nata due anni per iniziativa di Cisl,  Confcooperative, Confartigianato, Cdo ed Mcl, per rispondere all'appello del Papa e dei vescovi a impegnarsi di più per il bene del Paese. Appello a cui si sono aggiunte Acli e Coldiretti.

A presentare il Manifesto erano presenti il portavoce del Forum, Natale Forlani, il segretario della Cisl Raffaele Bonanni, il presidente Luigi Marino e i presidenti di Mcl Carlo Costalli, della Confartigianato Giorgio Guerrini, della Compagnia delle Opere Bernhard Scholz, dell'Acli Andrea Olivero e della Coldiretti Sergio Marini.

Il Manifesto, che non vuole dare vita ad un partito, nasce come alleanza sociale delle associazioni cattoliche che si ispirano alla dottrina sociale della Chiesa, decise a fare la loro parte e a ristrutturare la politica, oggi profondamente scollata dalla società civile.

«È il tempo del fare e del partecipare, più che del protestare e del manifestare». Molti sono ancora gli ostacoli strutturali da rimuovere in Italia, che impediscono la crescita e limitano lo sviluppo generazionale. Una ricostruzione che secondo i rappresentati del Forum deve partire dal basso, per contribuire alla riforma della classe politica e dirigente.

Centrale anche il tema dello sviluppo economico e del debito: in questo senso hanno dichiarato i promotori «occorre limitare i costi della politica, se pensiamo a uno Stato meno invadente e che orienti le capacità vitali del Paese. Occorre inoltre liberare risorse per sostenere giovani e famiglia: questa è la bussola che ci guida, perchè siamo in una nazione vecchia. Chiediamo infine anche di riconoscere il ruolo sociale delle imprese, e la necessità di rimettere al centro il lavoro».

Urgente dare un'offerta formativa agli immigrati mentre grande è l'attenzione che deve essere dedicata al ruolo del welfare nella società: «un welfare moderno - hanno affermato - non può prescindere dall'uso efficiente delle risorse e dal concorso responsabile delle persone e dei corpi intermedi. La prospettiva del welfare italiano è la sussidiarietà per offrire nuove frontiere alla previdenza, l'assistenza, la formazione e le tutele attive nel mercato del lavoro».

«L'Italia ce la può fare», si legge in calce al documento del Manifesto, il cui percorso, avviato oggi, proseguirà in autunno con un seminario per studiare insieme programmi da veicolare sulla politica, cui seguirà un confronto con i politici disposti a sostenere le proposte presentate.

                                               ALCUNI PUNTI DEL MANIFESTO

Perché il Manifesto:

· Per ricostruire il senso comune di appartenenza alla nazione italiana, come condizione per affrontare i problemi interni ed internazionali.

· Per uno sviluppo economico in grado di dare risposte a giovani, donne, famiglie e persone bisognose.

· Per costruire risposte dal basso: mobilitando le risorse disponibili, valorizzando le autonomie e la sussidiarietà.

· Per rinnovare le classi dirigenti.

Ripartiamo dai valori per fare comunità:

· Una comunità intraprendente e solidale mette al centro la vita, la persona, la famiglia.

· Per affrontare i problemi servono responsabilità, doveri, comportamenti coerenti.

· Per una politica che valorizzi la società civile, le autonomie, la sussidiarietà.

· Il nostro tratto distintivo è: fare e partecipare.

Liberare le energie:

· Ridurre il debito pubblico è un dovere

· Serve un'azione riformatrice di lungo periodo per contrastare rendite, evasione, bassa produttività, assistenzialismo e diminuire i costi della politica

· Sosteniamo i motori dello sviluppo: imprese – lavoro – famiglia

§ Rendendo conveniente investire, creare lavoro, fare figli e curare le persone

§ Rendendo più semplice e meno onerosa la loro attività

§ Premiando il merito

Pensiamo al futuro

· Investiamo in ricerca – educazione – formazione

· Ampliando gli ambiti, i contenuti, gli attori, gli utenti del sistema di istruzione

· Favorendo il pluralismo dell'offerta formativa

· Per un Welfare sussidiario

· Non solo razionalizzazione della spesa pubblica

· Rispondiamo ai nuovi bisogni valorizzando famiglie, imprese, parti sociali, volontariato

· Perché la sussidiarietà costa meno e rende di più

Rinnoviamo le classi dirigenti

· Nei valori e nei comportamenti

· Dando spazio ai giovani ed alle donne

· Valorizzando le competenze e le capacità dimostrate sul campo

· Con una legge elettorale proporzionale che favorisca coalizioni di governo omogenee a loro interno, e la verifica del consenso sui candidati

Cosa vogliamo

· Non è difficile individuare le priorità, quanto rimuovere gli ostacoli che impediscono le riforme

· Siamo un'alleanza sociale disponibile a concorrere in prima persona alla ristrutturazione della politica

· Come cattolici non rassegnati alla diaspora, e convinti che le varie espressioni del mondo cattolico possano insieme condividere proposte ed iniziative ampliandone il consenso

· Cerchiamo interlocutori nella politica disponibili a sostenere gli obiettivi del Manifesto

<< Indietro